
Se negli anni Sessanta la moda si è ispirata allo Spazio, creando attraverso forme plastiche e materiali sintetici uno stile Space Age che guardava al futuro per rinnovare il modo di vivere e abitare, oggi le potenzialità offerte dalle tecnologie spaziali offrono al design l’opportunità di fare da ponte fra scienza, tecnologia e bellezza innescando trasferimenti di conoscenze - dallo Spazio alla Terra e viceversa - fra industrie spaziali e aziende del design per generare prodotti innovativi in grado di influenzare i comportamenti e le performance e incrementare il benessere.
Il sistema di indumenti trasformabili Floral Antenna introduce una tecnologia spaziale che attualmente non ha ancora applicazioni diverse da quella originale - un brevetto dell’ESA di un’antenna 3D composta da piccoli coni che creano un motivo di cerchi concentrici simili a un fiore - ma che potrebbe diventare interessante se stampata 2D con inchiostro conduttivo direttamente su tessuto, con l’obiettivo di amplificare il sistema di comunicazione personale attraverso l’abbigliamento.
Questo abito fa parte della collezione Couture in Orbit, un progetto lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2016 che ha coinvolto la Scuola del Design del Politecnico di Milano per progettare una collezione di abiti da indossare sulla Terra integrando materiali e tecnologie innovative derivate dalla ricerca spaziale, con il supporto del Technology Transfer Program (TTP) di ESA.
Per la prima volta, un’agenzia spaziale comunica al grande pubblico il suo ruolo nel generare innovazione attraverso il linguaggio del design e della moda, celebrando l’esplorazione e l’utilizzo della ricerca spaziale e rendendo visibile il suo impatto su molti settori della nostra vita. I risultati sono stati presentati durante l’evento Taking Technology and Fashion to Higher Levels al Museo della Scienza di Londra, che ha incluso una mostra dei modelli di studio e dei materiali e una sfilata dei prototipi, generando a cascata un forte interesse dei media.